lunedì 31 dicembre 2012

I migliori libri del 2012

Un altro anno è passato, un anno ricco di letture interessanti.



Tra i 124 libri che ho letto, ecco quelli che si aggiudicano i posti più alti della classifica personale di quest'anno.
Sono i libri ai quali ho dato 5 stelline su goodreads, e il cui giudizio per me va dal 9 al 10.

Karen Blixen, La mia Africa
Ursula K. Le Guin, Il linguaggio della notte
Gianni De Conno, Poesie alla luna
Guido Quarzo, Amici nel mare

Larissa Ione, Peccato eterno
G.A. Aiken, About a dragon
Shelly Laurenston, Beast behaving badly
Shelly Laurenston, Bear meets girl
Nalini Singh, Tangle of need

Pamela Morsi, Heaven sent
Pamela Morsi, Courting Miss Hattie
Pamela Morsi, Simple Jess

Sherrilyn Kenyon, Il gioco della notte
Sherrilyn Kenyon, Dark side of the moon
Sherrilyn Kenyon, Dream warrior
Sherrilyn Kenyon, The Guardian

Janet Evanovich, Sei nei guai



Beh, devo dire che questo è stato l'anno della mia scoperta di alcune autrici: la Kenyon, la Laurenston e la Morsi. In particolare, Sherrilyn Kenyon sarà sempre legata alla grande nevicata, Shelly Laurenston all'estate e Pamela Morsi...alle mezze stagioni. Nel numero dei libri che ho apprezzato maggiormente ci sono anche un saggio (il libro della Le Guin), un classico (La mia Africa), un libro di poesie con raffinate illustrazioni (Poesie alla luna) e un libro per bambini (Amici nel mare), quindi posso dedurne che, anche se i libri paranormal fantasy e urban fantasy quest'anno sono stati preponderanti, non hanno però predominato a scapito degli altri, cosa che mi rende felice. Ed è decisamente stato l'anno della lettura in inglese. Beh, chi l'avrebbe mai detto? E' proprio vero che le passioni vanno coltivate, non si sa mai che cosa di positivo potrà scaturirne...

Auguste Renoir, Donna in giardino




lunedì 24 dicembre 2012

Moon Awakening, di Lucy Monroe

Moon Awakening (Children of the Moon, #1)Moon Awakening by Lucy Monroe
My rating: 4 of 5 stars

A un quarto mi annoiavo. A metà ero indecisa se terminarlo o lasciarlo lì. A metà più qualche pagina...ero presissima! Eh sì, questo libro per me ha tre volti: la facciata highlander (non così affascinante per me, che a parte Braveheart e Rob Roy non ho fatto grandi incursioni nel genere, per mancanza di appeal ai miei occhi), la facciata shapeshifter (non così fondamentale nel libro, per lo meno nella prima metà) e la facciata romance (che ha una partenza diciamo...diesel). Ecco, tutti e tre migliorano sensibilmente nella seconda parte del libro: il lato romance si affina, concretizza e dinamizza; il lato shapeshifter ci dà qualcosa di serio su cui ragionare e qualche bel momento; il lato highlander si fa meno ossessivo (grazie al cielo!). I protagonisti e i comprimari (la seconda coppia è altrettanto interessante e vivacemente contrastata quanto la prima) sono ben descritti, simpatici anche nelle loro idiosincrasie; le donne hanno humor e carattere, gli uomini testardaggine e fascino ruvido. Quindi una lettura piacevole e una bella sorpresa, sebbene io rimanga convinta che gli uomini in kilt non siano proprio nelle mie corde!

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Pamela Palmer, Rapture untamed

Pamela Palmer ha scritto la serie Feral warriors, ad oggi 6 volumi. L'avevo già notata in rete, ma mai presa perché temevo i suoi libri fossero troppo focalizzati sul lato erotico, e già in questo senso i Breeds di Lora Leigh mi avevano delusa tanto che non mi sentivo di riprovare qualcosa di analogo. Inoltre a giudicare dalle copertine non mi sembrava una serie di gran livello. Ulteriore conferma che ormai avrei dovuto imparare a diffidare dell'impressione che mi danno le copertine! Infatti, procuratami questo volume grazie a una cara ragazza che in rete l'ha messo in un elenco dei migliori libri con mutaforma insieme a Slave to sensation, ho beneficiato di una lettura intrigante, coinvolgente, di una descrizione di caratteri non banale, di un protagonista alfa finalmente all'altezza e senza gigionerie! Che sollievo...in certi momenti del libro sospiravo di gioia nel vedere quanto Jag riuscisse a rimanere fedele a se stesso, nel suo essere un vero bastardo e nel riuscire sempre e comunque a ferire quelli che ha attorno, nel suo aprirsi piano e con cautela alle nuove dimensioni che la relazione con Olivia gli schiude. Olivia è forte e coraggiosa senza essere boriosa, e ha il coraggio di dire la verità a Jag senza mezzi termini. Tutti e due sono imprevedibili per l'altro, e la loro storia non è mai come te la aspetteresti. Consigliato davvero!


I didn't expect that it was so good. The first Feral Warriors novel I have read, and I can say that I have enjoyed it a lot. A very bad boy (with a piss-off attitude so strong, and a hidden face so intriguing), a heroine smart, strong and sensitive. Jag is a dominant male without effort, his attitude for dominance and his bad manners so natural that he results a wonderful character. A good plot, hot sexy scenes well written, a bit of humor, a little of redemption, some suspance and action: excellent mixture!

domenica 9 dicembre 2012

Cinquanta sfumature di noia

Il fenomeno editoriale dell'anno! Capostipite della categoria del mummy-porn! Tutte lo leggono! 
Va beh, mi sono detta, proviamo a vedere, ma ero già prevenuta a causa del battage pubblicitario. E infatti non mi è piaciuto.

Perché non mi è piaciuto:
1. è scritto male, i dialoghi in particolare sono artificiosi
2. le uniche cose ironiche sono le mail
3. CG non è un Dominatore, proprio per nulla
4. lei passa da vergine a depravata in 5 secondi
5. le scene di sesso non sono sexy né coinvolgenti
6. i personaggi non hanno spessore e cambiano idea così, tanto per fare
7. banale e irreale: nessuno si apre con qualcun altro al 2° appuntamento, fa il duro poi manda emoticon, dice che fa sesso solo in un certo modo poi avviene sempre il contrario 
8. la conclusione è del tutto posticcia
9. le ossessioni di CG non sono cose da dominatori, sono cose da ricovero psichiatrico
10. dov'è la storia dell'evoluzione del rapporto sentimentale? Io non l'ho trovata.


In sostanza, direi: meglio leggere De Sade (se ti interessa il vero sadismo); meglio leggere Cherise Sinclaire (se ti interessa il lato sexy del BDSM); meglio leggere Twilight (se ti interessano storie d'amore tra diversi).
Senza offesa per chi l'ha apprezzato: per me, Cinquanta sfumature di noia.

Unica cosa positiva: ho rivalutato alcuni ALTRI libri, che avevo letto un annetto fa, trovati per caso in rete...in cui un certo tipo di pratiche assume tutto un altro peso - e quindi ero rimasta un po' sconvolta -, ma anche la storia ha tutto un altro peso - e ora capisco non erano così male...


Ok, non c'entra un tubo, ma che diavolo di immagine potevo mai mettere?!
E' per dire che leggo un po' di tutto...tranne i gialli scandinavi, le biografie storiche, le opere di BHL,  FV,  GF, l'horror e i libri sullo sport!

sabato 8 dicembre 2012

J.R. Ward, Un amore disperso e L. Adrian, Il bacio svanito

I titoli messi sopra sono ironici: raccontano la storia della mia disaffezione per le serie di queste due autrici.

Come ho spiegato in uno dei primi post, mi sono avvicinata al genere urban fantasy recentemente, e una delle prime serie che ho letto è quella di J.R. Ward, che appassiona schiere di ragazze.
All'inizio in effetti ha appassionato anche me. In particolare il secondo e il terzo libro, che ho trovato intriganti, intensi, interessanti. Dal quarto, però, sono iniziati i miei dubbi, insieme a qualche delusione. Adesso, preso il sesto (e preso solo perché il protagonista è Phury) ho deciso di non acquistare più questa serie. (Sarà che non sono più una ragazza da un po' di anni?)

La copertina del terzo libro della serie della Ward.
Non metto anche la copertina italiana: ce ne sono volute cinque
perché ci fosse un'immagine azzeccata...
Mi è successa la stessa cosa con la serie della Stirpe di mezzanotte di Lara Adrian: il primo libro non mi è piaciuto granché, il secondo e soprattutto il terzo mi hanno presa e colpita molto, il quarto l'ho trovato piuttosto noioso e gli altri mi sono sembrati mere riprese dei primi, o variazioni poco coinvolgenti. In particolare dal personaggio di Andreas Reichen mi aspettavo molto di più, ahimé.

Quindi ho scelto di concentrare le mie (scarse) finanze nell'acquisto di altre opere, continuando con le serie che finora non mi hanno delusa quasi mai, e che giudico un po' più ricche di ironia: Immortals after dark di Kresley Cole, la serie di Cat e Bones di Jeaniene Frost, quella di Charley Davidson, i Dark-Hunters di Sherrilyn Kenyon, la serie Psy/Changeling di Nalini Singh (in inglese, per ora) e la serie Demonica di Larissa Ione.

Quali sono però le ragioni della mia disaffezione per la Ward e la Adrian?

Mi riferisco prima alla serie della Ward.

Mio caro Phury...perché sei stato così bistrattato?!

Beh, innanzitutto il fatto che i libri stiano virando verso l'urban fantasy e si concentrino meno sulla storia d'amore tra i due protagonisti è una caratteristica che personalmente non riesco ad apprezzare molto. Anche perché l'intreccio urban fantasy di questi libri non mi smuove affatto. In altri casi lo apprezzo, e molto, come nella serie Psy/Changeling di Nalini Singh, o in quella di Cat e Bones di Jeaniene Frost. Qui, non mi prende proprio. I cattivi mi sembrano macchiette o bambini viziati: quando ci sono le loro parti, penso sempre "Oddio, no, e adesso che scemenze dovrà dire/fare? Quanto la tira lunga?!" Il fatto che non ci si concentri più su una sola coppia protagonista, di libro in libro, può dare più movimento, ma la storia d'amore a mio parere ne risente perdendo in profondità.
Inoltre non mi è piaciuto come la Ward ha scelto di affrontare certi temi, dall'uso di droghe agli abusi al sadomasochismo. Considero positivo che si tratti di certe tematiche anche in un genere letterario considerato per definizione "leggero", ma certe volte mi è parso che queste tematiche siano state trattate concentrandosi morbosamente su certi aspetti e tralasciando di approfondire la modalità attraverso cui il personaggio cercava o poteva riuscire a trovare un equilibrio, equilibrio che passa solo attraverso la costituzione di un rapporto di coppia con la donna amata. In certi casi mi sembrava che l'intento fosse sdoganare o riabilitare un certo tipo di pratiche più che spiegare perché il personaggio si comportava in quel modo e come considerava la sua stessa dipendenza (dalla violenza, dalla droga, dal sadismo). Per carità, è qualcosa che vediamo e ascoltiamo comunemente nei mass-media, ma da queste scrittrici mi aspettavo un approfondimento e una capacità di visione più articolati.
Non mi sono piaciuti gli elementi religiosi, che spesso mi sembrano campati per aria, del tutto fuori di contesto o semplicisticamente anarchici. Non mi piacciono molto le figure femminili (salvo solo Mary e, per quanto non dettagliata come altre figure, Cormia...). E onestamente mi sono stancata di leggere che questi uomini vanno in giro senza mutande sotto i jeans! Bleah! E poi avete presente quella certa scena di "Tutti pazzi per Mary"?!

Non posso mettere la famosa scena...brr! Comunque già Stiller conciato così dà una prima idea
 di quanto la scena sia  raccapricciante...


La Adrian mi aveva fatto cadere le braccia con la trovata degli alieni e il primo libro mi sembrava un po' troppo simile al primo della Ward, ma in compenso alcuni suoi intrecci mi avevano colpita molto. Certi personaggi, in particolare femminili, mi avevano stupita. Però negli ultimi libri è stato tutto molto prevedibile e i personaggi ben poco originali. Ora devo ammettere che la serie mi sta sempre più stancando, è divenuta piuttosto ripetitiva e sono pochi i personaggi che mantengono spessore. Purtroppo, ogni personaggio è interessante nei libri che precedono il proprio, quando viene abbozzato, poi, quando diventa protagonista, tutto si affloscia, è piuttosto una ripetizione di altri caratteri, e anche le vicende di innamoramento ormai sono piuttosto consuete e note. Ma in una serie occorre secondo me essere capaci di innovare e rinnovarsi, come ha splendidamente fatto Nalini Singh negli ultimi volumi della serie Psy/Changeling.

La copertina italiana di quello che è, a mio giudizio, il miglior libro della serie Midnight Breed.


Quindi non mi posso più accodare alle schiere di ferventi sostenitrici della Ward e della Adrian...ed è per questo che risparmio un post su queste due serie.


Mi rimangono almeno alcune cose belle: Tegan, Phury, Zsadist col volto di Wentworth Miller, "Smith" come Rhage...


Wentworth Miller, il volto con cui mi figuro Zsadist

martedì 4 dicembre 2012

Maledetti zombie, SPARITE!

Odio gli zombie.
Non sto esagerando, li detesto proprio. In genere mi dà fastidio chi ritorna, in qualunque forma. I morti sono morti, i morti non parlano, non agiscono, i morti rimangono sotto terra. DEVONO farlo.
Tollero solo due eccezioni. La Resurrezione, perché non è un semplice ritorno alla vita, ma un entrare nella vita definitiva, nell'eternità, è la nuova creazione del cosmo, quindi è un elemento di Vita; il riportare alla vita da parte di Gesù o di un santo. Perché la persona torna a vivere, riacquista sentimenti e sensazioni, ma non cambia la propria natura. Tanto meno diventa un amorfo essere in-senziente che si muove cercando carne umana di cui nutrirsi.
Questi esseri ributtanti, cannibali, non vivi e non morti...non capisco che cosa ci possa essere di interessante in essi e che cosa faccia sì che abbiano successo i libri e i film che li presentano. Che sia una modalità del ritorno del rimosso, stile Halloween? Che la paura di affrontare la morte, la verità della morte, porti a queste degradazioni? Che sia un altro passo avanti nel gusto dell'eccesso e dell'esagerazione, nell'orripilante in questo caso?
Io non lo capisco.
Maledetti, maledetti zombie, SPARITE!

sabato 1 dicembre 2012

La sensualità della carta

Ieri mi è arrivato per posta il libro Slave to sensation di Nalini Singh. L'ho vinto partecipando a un giveaway sul sito di questa scrittrice. Quando ho visto il mio nome tra quelli dei vincitori non ci credevo, ho dovuto rileggere tre o quattro volte prima di accettare che avevo proprio vinto!
Comunque l'ho trovato ieri nella buchetta delle lettere, l'ho aperto famelicamente e l'ho riletto (saltando qualcosa...) tutta ieri sera. Beh, devo ammettere che il piacere di sfogliare un libro per me rimane insuperabile. La serie Psy/Changeling l'ho letta non in cartaceo a causa del costo eccessivo non tanto dei libri, ma delle spese di spedizione. Ora, avendo in mano il libro, che delizia ho provato...non credo che mi abituerò mai al formato elettronico: comodissimo, per carità, sia per lo spazio occupato che per la lettura negli spostamenti, ma rimango attaccata alla sensualità della carta.
E così, citando proprio da questo libro...

"We agree," Sascha said. "I assume you have hard-copy contracts?"
"Of course." He flipped open a binder and slid across copies of the same document they undoubtedly had on their screens.
Sascha picked them up and passed one to her mother. "Electronic would be much more convenient."
He'd heard it a hundred times from a hundred different Psy. Part of the reason changelings hadn't followed the technological wave was sheer stubbornness; the other part was security - his race had been hacking into Psy databases for decades. "I like something I can hold, touch, and smell, something that pleases all my senses." It was an innuendo he had no doubt she understood...(pag. 11)


Questa edizione poi è molto curata. E' l'edizione della Gollancz di Orion Publishing, edita in Gran Bretagna, che ha scelto le finissime copertine nere con volto d'uomo (e che volti! Non i soliti piacioni modelli figherrimi, ma uomini...) e una stupenda grafica per i titoli (ripresa intelligentemente dall'edizione spagnola della serie). Anche la carta (tipica dei paperback inglesi) non è male, con quel colore paglia chiara che non affatica gli occhi; il peso e la grandezza del volume sono adatti al passeggio e alla lettura itinerante o rilassata. L'odore (sì, i libri hanno un odore, come le acque hanno ciascuna un sapore diverso) è buono, sa di vecchia bottega pulita, di retro del negozio del fornaio, di abito da sposa della nonna. La grana della carta è piacevole, un po' ruvida al tatto, ottimo contrasto con la liscia setosità (credo che setoso lisciore o setosa liscevolezza non si dicano in italiano, o sbaglio?) della copertina.
L'unica cosa che rompe è la frasetta della Feehan in copertina (uso tipico, ahimé, dei romanzi inglesi e americani, questo spot sulle copertine con scrittrici che si elogiano, sempre negli stessi termini poi...).
Insomma, che bello avere tra le mani questo volume, ho provato davvero una grande soddisfazione, che temo la lettura in formato elettronico non potrà mai uguagliare!







lunedì 19 novembre 2012

Dialogo pomeridiano: la cosa più importante

Domenica pomeriggio, in macchina, andando verso il cinema.

- Mamma, qual è la cosa più importante del mondo secondo te?
- Mmh...penso l'amore. E secondo te?
- Secondo me le balene.
- Beh, sì, le balene sono importanti...però sono animali, non cose. Puoi sceglierle come l'animale più importante. Ma la cosa più importante, secondo te qual è?
- Allora...secondo me la cosa più importante è la forza.
- Ah, capisco. Sì, effettivamente è importante.
(AAAAHHHH!!!! MIO FIGLIO E' ANAKIN SKYWALKER!!!!!!)


(Forse era meglio se rimanevamo alle balene).


(Certo che però, anche la vita di Paikea...)


venerdì 16 novembre 2012

L'ultima spiaggia, J.Patrick Lewis e Roberto Innocenti




E' molto bello questo libro, con illustrazioni intense, dettagliate, realistiche e insieme oniricamente essenziali, tipiche di Roberto Innocenti, che richiamano perfettamente il volto, il nome e il senso dei personaggi che vi appaiono, quasi tutti talmente famosi e quasi archetipici, ormai, da non aver bisogno che di pochi, propri, tratti accennati per essere riconosciuti. Ecco, forse la mia è ignoranza, ma il testo non mi ha colpito quanto le immagini, che avrebbero benissimo potuto esistere senza di esso, o solo con qualche linea, qualche frase. Al contrario, il testo mi è apparso troppo compiaciuto, involuto, ermetico, senza alcuna ragione apparente (se non quella di permettere una ulteriore espansione dell'ego dello scrittore). Comunque è un libro che vale la pensa sfogliare e risfogliare, alla ricerca dei propri percorsi letterari nelle illustrazioni preziose di Innocenti.







venerdì 9 novembre 2012

Shelly Laurenston/G.A. Aiken



Ho conosciuto questa autrice grazie a www.goodreads.com, il sito in cui sistemo, metto in ordine, giudico e a volte commento i libri che leggo. Il sito infatti fornisce consigli su prossime letture in base a ciò che c'è nel tuo scaffale. Avevo voglia di leggere qualcosa di leggero, ma divertente; semplice, ma non banale; divertente e ricco di humor, ma non sarcastico; appassionante e romantico, ma non smelenso; passionale e da adulti, ma non volgare.
Beh, mai consiglio fu meglio dato!
In realtà mi ero già procurata un libro dell'autrice che avevo occhieggiato più volte in giro per la rete, e la cui copertina mi aveva...favorevolmente colpita (sfido, eh! Provate a guardarla, è quella di Bear meets girl...e ditemi se non è splendida). Poi, sapendo che non era il primo della serie, lo avevo messo da parte. Poi mi è venuto questo desiderio di leggere qualcosa di ironico, perché ero stanca di vampiri e mutaforma che si prendono terribilmente sul serio, quindi ho deciso per un libro della serie Pride.
Non ho comunque letto la serie dall'inizio, ma dal quinto volume, tuttavia ne sono contenta perché sia nella serie Pride che in quella Dragon Kin il primo libro è la raccolta di due romanzi brevi o novelle, e in entrambi i casi la trama è fortemente sbilanciata sul lato passionale (potrebbero essere catalogati come erotici), mentre è piuttosto assente la descrizione del contesto, e le vicende narrate sono veramente semplici. Iniziare da questi primi volumi forse mi avrebbe fatto abbandonare entrambe le serie, nonostante la carica ironica in essi presente. In questo modo, invece, sono arrivata quando già la serie si collocava in un genere di paranormal romance piacevole e ben costruito, in cui c'è un mondo attorno ai protagonisti, azioni, intenzioni, dinamiche ed eventi ben concatenati, dialoghi vivaci e dotati di spontaneità e i due protagonisti non sono sempre impegnai in un'unica attività.
Dalla serie Pride sono passata a quella Dragon Kin che mi ha piacevolmente stupita e immensamente divertita. A differenza della prima, infatti, ha un'ambientazione fantasy, con un mondo medievaleggiante di cui è rilassante leggere. Infine, mi sono messa a leggere la serie Magnus Pack, che però risente di una certa immaturità sia nella costruzione dei personaggi che nel linguaggio e nei dialoghi, e la serie The Gathering, che è interessante, ma non mi sta coinvolgendo più di tanto.

Ecco quindi l'elenco dei libri e qualche sintetico giudizio.

Serie Pride


1. The mane event. 2007. Due romanzi brevi, il primo su Mace (mutaforma leone, ricco sfondato, la cui sorella è a capo del Llewellyn Pride di New York) e Dez (umana, ragazza del Bronx, poliziotta e kick-ass), il secondo su Brendon Shaw (mutaforma leone, ricco proprietario d'albergo e breeder per il Llewellyn Pride) e Ronnie Lee Reed (mutaforma lupa, parte del Pack di New York). Molto hot e poco ironici, meglio il secondo, che ha qualche momento davvero esilarante. 7,5.



2. The beast in him. 2008. I protagonisti sono il collega di Mace nell'agenzia di sicurezza e capo del Pack di New York, Bobby Ray Smith detto Smitty, ovviamente mutaforma lupo, e la geek mutaforma - african wild dog, neanche sapevo che esistesse - Jessica Ward, detta Jess, che viene dallo stesso paesino del Tennessee e ha fatto le superiori insieme a Smitty. E' divertente perché Jess e il suo staff sono folli, ma l'intreccio non è granché. 7,5.



3. The mane attraction. 2008. Il personaggio che già avevamo iniziato a conoscere nei libri scorsi, Mitch O'Neill, fratellastro di Brendon Shaw, qui vive la sua storia d'amore e di pericolo con Sissy Mae Smith, la lupa alpha del Pack di New York e sorella di Smitty. I due si devono trasferire in Tennessee causa attentato alla vita di Mitch, poliziotto che ha condotto indagini sotto falsa identità.
Il libro è divertente, ironico, sensuale. Lui è fantastico, lei un'insopportabile e spocchiosa so-fare-tutto-e-non-voglio-legami...Al momento i leoni battono i lupi come carisma, ironia, coraggio. 8,5.


4. The mane squeeze. 2009. Oh mio Dio, qui arriva una delle migliori trovate della Laurenston: aggiungere dei mutaforma orsi. Sono adorabili! Lock e Gwen (lui, Lachlan MacRyrie, mutaforma orso, anzi grizzly; lei, Gwendolyn O'Neill, mezzosangue: metà tigre metà leone, sorellastra di Mitch, ragazza di Philadelphia - il che a quanto pare è una categoria a sé stante) fanno faville, però la loro storia non è molto avvincente né particolarmente divertente, a parte le disavventure di Gwen e Blayne come idrauliche. 7,5.



5. Beast behaving badly. 2010. Blayne Thorpe è pazza, adorabilmente pazza come solo certe protagoniste della Laurenston riescono ad essere, e Bo Novikov è un genio dell'hockey con un disturbo ossessivo-compulsivo notevole. Lei è un ibrido di cane e lupo, lui di orso polare e leone (quando si trasforma, appare, secondo le parole di Blayne, come un gigantesco leone dai denti a sciabola). Lei vuol bene a tutti, lui non ha neanche un amico e non ne sente la mancanza. Lei è la regina del caos, lui un maniaco dell'ordine, della precisione, delle liste, della puntualità (al secondo). La loro storia d'amore è bellissima, divertente e appassionante! 9.
Ecco la mia recensione su goodreads. Non amavo né Blayne né Bo (lo ammetto, ho iniziato dal sesto della serie e poi ripreso dal primo e a seguire, quindi li conoscevo già per il loro ruolo in Big bad beast). Non li amo neppure ora, ma mi sento...come se fossero diventati miei parenti. Mi sono entrati nel cuore, con i loro pregi e i loro moltissimi...difetti, idiosincrasie, stranezze. Anche perché, ammettiamolo, chi non ha almeno UNA delle fissazioni che hanno questi due?! (Io mi avvicino all'ossessione di Bo per le liste). Il libro mi ha fatto ridere dall'inizio alla fine, ha dei momenti di vero humor e altri di purissima, finissima isteria; l'interazione e lo sviluppo della storia d'amore tra i due protagonisti è più realistica e calibrata che in altri romanzi; l'autrice ci fa capire e scoprire la psicologia di ciascuno dei due in modo molto naturale; la vicenda ha caratteri secondari interessanti, una trama scorrevole e alcuni accenni di commozione sincera. Quindi, è risultato il libro che ho più apprezzato della serie Pride. Non me l'aspettavo proprio, ma è stata una gran bella sorpresa! 


6. Big bad beast. 2011. Ironico, divertente, insolito. I protagonisti sono Ulrich Van Holtz (Rich), mutaforma lupo e discendente di una ricca famiglia di mutaforma lupi che possiedono alberghi e si dedicano alla cucina (sì, fanno i cuochi!!), bello, gentile ed educato, e Dee-Ann Smith, ex marine, guardia del corpo, ragazza dal fisico forte, dalle spalle squadrate e dall'attitudine letale. Sì, big bad beast del titolo...è lei, non lui! Eppure si innamorano. Lui deve circuirla per poter ottenere una relazione invece che una botta e via: si lamenta di essere sfruttato dalle donne, che lo vogliono solo per il suo nome o il suo aspetto, e quindi rifiuta il sesso occasionale, vuole una relazione seria e a lungo termine! Lei è talmente presa che cede. Ribaltano tutti i clichés! 8,5.



7. Bear meets girl. 2012. Marcella Malone, mutaforma tigre, contractor, giocatrice di hockey, l'unica che riesce a dialogare con Novikov, ragazza senza peli sulla lingua né timidezze, incontra il nuovo collega di Dez, Lou Crushek detto Crush, fan sfegatato dei Carnivors per cui lei gioca, ex poliziotto sotto copertura e mutaforma orso polare. Bellissima storia, Marcella mi stava antipatica ma lui è sensazionale e la loro storia bellissima, divertente, coinvolgente! 9. Certe scene di interazione tra i due sono talmente divertenti e coinvolgenti che non ci si stanca mai di leggerle; Crush è come un gigantesco orso Trudy...non si può fare a meno di saltargli addosso! 


Dragon kin serie




  1. Dragon actually. 2004. Due romanzi brevi, carini, divertenti, ma, come sempre nelle sue serie, il primo libro è troppo focalizzato sul lato erotico e poco sul world-building...comunque gustoso! 8
  2. About a dragon. 2006. Proprio bello, bel ritmo, bei personaggi, umorismo, romanticismo e passione. 9
  3. What a dragon should know. 2009. Ironico, ben costruito, ma i personaggi sono un po' stereotipati. 8,5
  4. Last dragon standing. 2010. Né la protagonista femminile né la trama mi hanno convinta del tutto. 7,5
  5. The dragon who loved me. 2011. I due protagonisti mi sono piaciuti molto, ma avrei voluto più focus sulla loro storia, in particolare sul passato - cinque anni! - e meno sulle altre coppie già note. 8
  6. How to drive a dragon crazy. 2012. La storia è interessante e le interazioni tra i due salaci e focose, ma manca l'appeal che ho trovato in altri volumi della serie. 8
Racconti brevi Dragon Kin

0.5. Can't get enough.  7 (Nell'antologia Everlasting bad boys. Insomma, non è male, ma ormai dai libri di questa serie io mi aspetto molto!)

Serie The Gathering


  1. Hunting season. 2010. Mah. Non è molto ironico, né molto coinvolgente. Peccato, perché i caratteri sono ben delineati e intriganti. La trama è un po' banale, le potenzialità non sviluppate appieno. 6,5
Magnus Pack serie



  1. Pack challenge. 2005. Non è rifinito e divertente come altri dell'autrice, ma essendo il primo di una serie bisogna riconoscere che ha dei lati positivi. A parte i caratteri femminili, spesso più irritanti che divertenti. 6,5
  2. Go fetch. 2006
  3. Here kitty, kitty! 2007




sabato 3 novembre 2012

Libri del mese




Libri del mese

Novembre 2012

(in ordine di lettura)



Dana Marie Bell, Bear necessities

Lara Adrian, Il bacio immortale, Leggereditore, Roma 2012

MaryJanice Davidson, Nonmorta e disoccupata, Delos Books, Milano 2012

Shelly Laurenston, Pack challenge

Beatrice Masini - Octavia Monaco, Una principessa piccola così, ma...

Shelly Laurenston, The Gathering - Hunting season, 2012

Chloe Neill, Alcune ragazze mordono, 2012

Jeaniene Frost, i sssurri della notte, Fanucci, Roma 2012

Kresley Cole, Dark prince, Legegreditore, Roma 2012

Larissa Ione, Il cavaliere immortale, Fanucci, Roma 2012

Anne Rice, Intervista col vampiro, TEA, Milano 2005


giovedì 18 ottobre 2012

La serie Psy/Changeling di Nalini Singh finalmente in Italia

Per festeggiare la (ormai prossima?) uscita del primo volume della serie Psy/Changeling di Nalini Singh grazie alla Casa editrice Tre60, vi offro il prologo del romanzo, in una traduzione amatoriale fatta da me, che ha il solo intento di stimolare la conoscenza della serie e l'acquisto del libro, la cui traduzione sarà spero ancora migliore.
Il titolo che ho messo per l'italiano ovviamente falsa il senso dell'espressione inglese, ma secondo me rende meglio le complesse dinamiche e la profondità dei temi che il libro affronta, mescolandoli ad una splendida storia d'amore.



Slave to sensation – La forza dei sentimenti

Prologo

Nel 1969 il Consiglio Psy, tentando di ridurre l’incidenza sempre maggiore e ormai inarrestabile di follia e omicidi nella popolazione Psy, decise di sviluppare un programma rigoroso denominato Silenzio. Lo scopo di Silenzio era condizionare i giovani Psy fin dalla nascita. Lo scopo del condizionamento era insegnare loro a non provare rabbia.
Tuttavia, il Consiglio presto scoprì che era impossibile isolare quell’unica emozione. Nel 1979, dopo un dibattito decennale tra le milioni di menti della RetePsy, fu deciso di modificare lo scopo di Silenzio. Il suo fine divenne quello di condizionare i giovani Psy a non provare nulla. Non rabbia, non gelosia, non invidia, non gioia, e certo non amore.
Silenzio fu un clamoroso successo.
Nell’anno 2079, quando ad essere state condizionate erano ormai la quinta o la sesta generazione di Psy, tutti avevano dimenticato di essere mai stati diversi. Gli Psy sono oggi conosciuti per il loro ferreo, glaciale controllo, per il senso pratico disumano, per le capacità tecniche e la totale mancanza di qualsiasi impulso alla violenza.
Occupano gli alti vertici dei governi e degli affari, eclissando sia gli umani che i mutaforma, razze che si lasciano dominare dalla loro natura animale. Con capacità mentali che vanno dalla telepatia alla preveggenza, dalla telecinesi alla psicometria, gli Psy considerano sé stessi un balzo avanti nel processo evolutivo.
In accordo alla loro natura, basano tutte le proprie decisioni sulla logica e l’efficienza. Secondo la RetePsy, la loro percentuale di errore è prossima allo zero.
Gli Psy sono perfetti nel loro Silenzio.

Speriamo che venga riproposta una delle due copertine originali, sono splendide!




mercoledì 17 ottobre 2012

Aspettare

Se una donna ti fa aspettare, significa che vuol farsi desiderare, quindi le piaci.
Se un uomo ti fa aspettare, significa che sta prendendo le distanze.




"Farsi attendere è farsi desiderare". (Nikita di Luc Besson)
"Un troppo lungo desiderio rende di pietra il cuore". (Libro dei Proverbi)




domenica 14 ottobre 2012

Love is rare enough...


Love is rare enough in this life,
that when you come acrost it
you'd best grab ahold,
and hang on for dear life.

Pamela Morsi, Marrying stone

Egon Schiele

domenica 7 ottobre 2012

Libri del mese


Libri del mese

Ottobre 2012

(in ordine di lettura)



Larissa Ione, Peccato eterno, Leggereditore, Roma 2012

Gena Showalter, Signore dei vampiri, Harlequin Mondadori 2012

Jill Monroe, Signora della foresta, Harlequin Mondadori 2012

Pamela Morsi, Marrying stone, 1994

Ilona Adrews, La città delle tenebre, Nord, Milano 2012

J.A. Aiken, How to drive a dragon crazy, Kensington, New York 2012


sabato 6 ottobre 2012

Appuntamento al Ritz vs La ragazza fuori ufficio

Ultimamente un'amica mi ha prestato una serie di libri carini, ma non eccelsi (Un regalo da Tiffany è uno dei titoli e dà l'idea della tipologia). Nel giro di due giorni ho letto due libri di due autrici giovani, entrambe presentate nel retro di copertina con un riferimento a Sophie Kinsella, entrambe presentate come divertenti, acute, rilassanti: Appuntamento al Ritz, di Hélène Battaglia, e La ragazza fuori ufficio, di Nicola Doherty.
Due libri che per me sono totalmente agli antipodi, sia come capacità di scrittura sia per la tessitura della storia sia per la caratterizzazione dei personaggi.




Hélène Battaglia ha uno stile semplice, giovanile, che per questi libri sarebbe proprio adatto. Tuttavia si perde nel banale, nell'ovvio e, quel che è peggio, nel compiaciuto. I cataloghi delle mises della protagonista Hope ammiccano spudoratamente alle grandi marche, tanto da sembrare una recensione di una sfilata o un articolo di un settimanale femminile; c'è una continua insistenza su certi status-symbol (che ovviamente alla fine Hope ottiene), ma con la scrollata di spalle del dire che non sono le cose che contano; Hope è del tutto fittizia come personaggio: riesce in tutto, non si sa bene come (con enormi e sfacciate falsità! Che una persona da sola riesca a sistemare una suite di un hotel 4 stelle in mezz'ora è assolutamente impossibile: ci vuole un'ora per pulire a fondo e preparare una camera standard in un hotel 3 stelle per chi è bravo, veloce e abituato!); le si dice che sia tanto comprensiva, ma nella gran parte dei dialoghi interagisce a monosillabi e le persone si aprono con lei...così, non si sa bene perché;  per finire, è un personaggio che mi è risultato piatto, falso e ipocrita, un desiderato compendio di tutte le qualità che riesce a essere solo un compendio di boria.  La storia è prevedibile (lui e lei vanno entrambi in Inghilterra in modo autonomo...ovviamente si ritrovano nello stesso posto! Lei ha legato con una ragazza...ovviamente è la sorella di lui! Lei diventa amica di una tale...che ovviamente le compra completi di marca e le offre un lavoro! Va a veder una sfilata...ovviamente la fanno sfilare!), i personaggi stereotipati, il protagonista maschile assolutamente piatto (e anche lui esagerato: studente alla Sorbona - modello superbello - conte inglese...quasi quasi mi aspettavo che avesse già vinto il Nobel). A parte questi elementi, ciò che più mi ha dato fastidio è che la scrittrice vuole dirmi come interpretare le cose. Non me le descrive, mi dà già il suo giudizio preconfezionato. Ultimamente leggo molto scrittrici americane, sia tradotte che in lingua originale, e mi sono abituata a vedere messa in pratica la regola di raccontare, non giudicare, di descrivere e non spiegare. Quando una scena è infarcita di aggettivi quali "bellissimo, stupendo, meraviglioso", mi dispiace, io non vedo niente, se non una scrittrice che mi vuole buttare fumo negli occhi. E questo mi irrita: se la scrittrice descrive ciò che succede, ciò che si dicono i personaggi, ciò che fanno, io poi giudicherò se è "meraviglioso" o no. Se non mi dice niente se non che è "meraviglioso", io so solo che la scrittrice lo reputa meraviglioso. Ma che cos'è? Perché non lascia il giudizio nelle mie mani?
 L'ultimo difetto: la mancanza di ironia. Dio, come volevo che in qualche passaggio saltassero fuori, che so, Derek Zoolander o Mister Bean...I personaggi di questo libro si prendono sul serio dall'inizio alla fine e, considerato che macchiette sono, per me è stato un po' penoso leggerne storie e riflessioni.

L'altro libro, La ragazza fuori ufficio, è frizzante, ricco di humor, caratterizzato da personaggi verosimili e accattivanti: la protagonista è carinissima, una vera "ragazza normale" con tutte le paturnie del caso; lei dialoga veramente con chi ha davanti e la scrittrice ci mostra perché le persone decidono di aprirsi con lei o coinvolgerla nelle loro vite; niente è prevedibile, ma la storia si dipana naturalmente e in modo sensato (a parte forse il finale, che ho trovato un po' ovvio per la modalità di svolgimento) e ha tocchi di intensità improvvisi, delicati e intensi. I personaggi non si smentiscono, ma sono in grado di cambiare ed evolversi nel corso della storia, prima fra tutte la protagonista; i dialoghi sono spontanei, veridici, acuti, i luoghi e le situazioni dettagliati, accurati, ma non noiosi né triti. C'è una prospettiva molto seria sul mondo che circonda il giovane attore in vacanza-lavoro: non è tutto oro quello che luccica. Ci sono relazioni di amicizia e di amore che vengono tratteggiate rapidamente, ma in modo tale da apparire chiare e sensate. C'è ironia, anche da parte della protagonista riguardo a se stessa e accenni di commozione in alcuni luoghi. Ci sono punti del libro da cui scaturiscono riflessioni forti sul senso della propria attività lavorativa, sul mondo dello spettacolo e le sue falsità, sulla capacità di ripartire da zero dopo una batosta, e questi spunti di riflessione non arrivano in modo moralmente imposto o aprioristicamente deciso dall'autrice, ma semplicemente perché è quello che capita ai personaggi che ti fa pensare: li si vede nella storia.
La lingua dell'autrice è scorrevole, ma non banale, acuta e moderna, ma capace di approfondimenti e sfumature. Ottimamente svolto, un degnissimo esordio a mio parere, e un libro che ho gustato molto!





mercoledì 19 settembre 2012

Ma dov'è finita la blogger?

Non mi piace la parola blogger, non mi sento una blogger (...), ma ho dovuto cancellare "...la curatrice di questo blog" perché faceva troppo mostra d'arte.
Sono un po' assente, per varie ragioni, ma presto tornerò attiva. Nel frattempo mi farebbero piacere dei vostri commenti ai post che avete maggiormente apprezzato (o detestato....).
Come vedete ho almeno aggiunto il contatore di presenze per paese di provenienza. Lo ADORO!
In questa uggiosa giornata settembrina vi lascio solo un'immagine...

Piero della Francesca, Volto di donna, particolare dall'affresco La morte di Adamo,
dalle Storie della Croce, Chiesa di san Francesco, Arezzo

giovedì 6 settembre 2012

Libri del mese



Libri del mese

Settembre 2012

(in ordine di lettura)



Haley Tanner, Cose da salvare in caso di incendio, Loganesi, Milano 2011

G.A. Aiken, Dragon actually, 2006

G.A. Aiken, About a dragon, 2008

G.A. Aiken, What a dragon should know, 2009

G.A. Aiken, Last dragon standing, 2010

G.A. Aiken, The dragon who loved me, 2011

Melissa Hill, Un regalo da Tiffany

Hélène Battaglia, Appuntamento al Ritz, Baldini&Castoldi, Milano 2012

Nicola Doherty, La ragazza fuori ufficio, Mondadori, Milano 2012






sabato 1 settembre 2012

Libri per bambini di David Grossman

David Grossman è un autore israeliano che amo moltissimo. Ho conosciuto prima i suoi libri per adulti, tutti splendidi e intensi, alcuni molto profondi e difficili e sconvolgenti, altri dolcissimi e poetici. Sapendo che aveva scritto anche libri per bambini, ora che mio figlio inizia a essere grandino ho acquistato alcuni dei suoi libri per bambini, e li sto apprezzando molto.


  • Le avventure di Itamar, tr. it. di Giorgio Voghera, illustrazioni di Federico Maggioni, 1991 
Non le abbiamo ancora lette. Ma presto...
  • Un milione di anni fa, tr. it. di Angela Ragusa, illustrazioni di Lee Joung Mee, 1998 e illustrazioni di Giulia Orecchia, 2010, ora anche in Storie per una buonanotte, Mondadori, Milano 2011 
 

La raccolta "Storie per una buonanotte" è molto ben fatta e mi ha fatto riscoprire questo racconto, "Un milione di anni fa", che non mi aveva conquistata nella versione illustrata da Lee Joung Mee. Grazioso.
  • Un bambino e il suo papà, tr. it. di E. Loewenthal e G. Voghera, illustrazioni di Barbara Nascimbeni, 1999
Non l'abbiamo ancora letto.
  • Buonanotte giraffa, tr. it. di Daria Merlo, illustrazioni di Katja Gehrmann, 2001, ora anche in Storie per una buonanotte, Mondadori, Milano 2011 
Molto dolce e divertente, anche se le illustrazioni, per quanto simpatiche, non mi hanno conquistata a causa del loro stile.
  • Itamar va a caccia di sogni, tr. it. di E. Loewenthal, illustrazioni di Manuela Santini, 2001 (1990, Itamar Tzayad Hachalomot), ripubblicato come Itamar il cacciatore di sogni, 2008, € 7,00


Capolavoro! Un racconto veloce, ma dolce e chiaro, necessario e profondo, con illustrazioni carinissime e adattissime all'opera. Tra l'altro il papà-David Grossman è veramente somigliante! Uno dei nostri preferiti, riletto tante volte!
  • Itamar passeggia sulle pareti, tr. it. di E. Loewenthal, 2001 (1986) 
Non l'abbiamo ancora letto.
  • Itamar e il cappello magico, tr. it. di E. Loewenthal, illustrazioni di Barbara Nascimbeni, 2005 (1992, Itamar Ve-Kova Ha-Ksamim Ha-Shahor) 

Abbastanza divertente, ma non così coinvolgente. Anche le illustrazioni non sono proprio nel mio genere. 

  • Itamar il grande, a cura di Monica Floreale, Torino 2007 
Non l'abbiamo ancora letto. 
  • La lingua speciale di Uri, tr. it. e adattamento di Bianca Pitzorno, illustrazioni di Manuela Santini, 2007 (1990, Ha-Safah Ha-Miuhedet Shel Uri) 


Capolavoro anche questo! Molto, molto bello, ricco di spunti divertenti sapientemente resi sia dalla traduttrice che dall'illustratrice. 
  • Ruti vuole dormire e altre storie, tr. it. di Alessandra Shomroni, Milano, Mondadori 2010
Non l'abbiamo ancora letto. Ma abbiamo saputo che nel 2011 la Emons ha pubblicato "Le avventure di Itamar" lette da Pierfrancesco Favino, al costo di € 12,90...Ora, è vero che noi non abbiamo neanche il mangiacassette in macchina, figurarsi il lettore di cd, ma un vecchio stereo in casa sì...e la voce di Favino mi intriga. Sì, devo procurarmelo. Si impone ulteriore risparmio sulla spesa. Possiamo farcela. 



venerdì 24 agosto 2012

Raccontare gli alberi, di Pia Valentinis e Mauro Evangelista


La copertina del volume, che ha la dimensione di un foglio A3.
Impossibile leggerlo con un bimbo sulle ginocchia....

A volte aspetti tanto un libro, ne senti parlare, vieni a sapere che ha vinto premi, avuto riconoscimenti e ricevuto critiche entusiastiche, cerchi di procurartelo, finalmente lo trovi in biblioteca...e sospiri di sollievo per non averlo comprato.
E' il caso di "Raccontare gli alberi", di Pia Valentinis e Mauro Evangelista. Intendiamoci, non è un brutto libro, tutt'altro. Grande formato (anche troppo grande: difficile da maneggiare e la dimensione non mi pare necessitata dalle immagini contenute), ottima grafica e cura redazionale, buona rilegatura. Certo, per € 24 vorrei vedere che fosse tutt'altro: insomma, corrisponde a una cena per due in agriturismo tipico, scusate la prosaicità. Comunque, il libro è ben curato.

Sì, è lei...la pagina con L'infinito di Leopardi.
Ma perché mi pare così poco marchigiano questo paesaggio?


Tuttavia mi aspettavo di più. Mauro Evangelista abbandona le illustrazioni che me l'hanno reso caro (quelle, ad esempio di "Volta la carta", edizione Gallucci con cd) e si mette alla prova con un tratto più scabro, essenziale, che a volte mi conquista, altre volte mi lascia...direi attonita da quanto poco l'immagine mi dice. Esempio: l'illustrazione del mandorlo è per me stupenda, quella del limone a fianco...non altrettanto. Non posso indicare le pagine perché non le hanno messe. No, no, lo spazio per il numero di pagina c'era. Ma insomma.
Le poesie sono ben scelte, peccato che a volte se ne abbiano solo pochi versi. Non mi è piaciuto invece che ci fossero informazioni e pensieri sparsi qua e là, in grafie diverse, come a voler riprodurre un taccuino d'appunti di un botanico amante della poesia (o di un poeta amante della botanica) di secoli passati. Mah.

Bellissima illustrazione, con poesia di Ada Negri.
Cara Ada Negri, ti leggevo sull'antologia delle scuole medie di mia madre...


Insomma, sia per il formato che per lo scopo (unire illustrazioni d'artista a brani poetici), non ho potuto non paragonarlo a "Poesie alla luna", di cui ho parlato in questo blog, e purtroppo mi è parso inferiore. Lo scopo era ancora più alto (unire anche informazioni, ricordi, racconti), ed era lodevole, ma non è stato raggiunto appieno, secondo me: perdendo l'estrema sinteticità e icasticità dell'altro volume, se ne è persa anche buona parte del fascino. Ma vale la pena prendere in mano questo libro, sfogliarlo, leggere (le poesie e le annotazioni botaniche, non gli altri pensieri sparsi) e apprezzare le illustrazioni, perché (spero capiterà anche a voi) si ritrovano alcuni amici.

Ulivo. I nostri ulivi.


Omero, oleastro, il fico che fruttifica due volte l'anno, alla mietitura (sì, ora!) e alla vendemmia, i limoni di Montale, Jabès, il mito di Fetonte, l'irresistibile aroma del tiglio, Salix babylonica, tossico da tasso, Filemone e Bauci, book e Buch che vengono da "bok", l'antico germanico nome del faggio, con cui i veneziani facevano i loro remi, i pali di larice su cui poggia Venezia, e questo passo bellissimo alla fine: "Il pino cembro, Pinus cembra, è una specie pioniera. Molto resistente alla siccità, al freddo e ai terreni poveri, si spinge solitario a esplorare le possibilità di sopravvivenza. Si insedia e attorno a lui nascono altre forme di vita vegetale". Mi ha fatto venire le lacrime agli occhi.

"...e gli alberi,
draghi neri
con occhi di luce
 nelle paurose creste..."
(Antonia Pozzi)




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