sabato 23 agosto 2014

Celebrate romance


Some words from Read a romance month, today. Theme: Celebrate romance.
Pictures from the works of John William Waterhouse, Pre-Raphaelite painter. 



What we love about those stories is that they’re excitingly different from our daily lives, but the romance element, if there is one, will be familiar, regardless of guns, death, or fur. The patterns of the human mating dance are hard-wired into us, and we’ve all followed the steps, one way or another.
Jo Beverley



Every reader is different, and every book is different, but for me, as a reader, the keeper romance has everything I look for in fiction: Lovely prose, compelling characters transformed by their experiences, strong world building, dramatic pacing, meaningful themes and a satisfying, well earned happy ending.
Grace Burrowes




The essence of romance, for me, is two people realizing that nothing matters more to them than the wellbeing and happiness of the other.
Pamela Palmer




The real deal is unique, unexpected, humble, tender, heart-felt, respected, understood and deeply valued. It’s an almost magical charismatic connection that occurs between two people. And it’s not rare. It’s real.
Susan King




In today’s romance novel, the heroine of the story is a strong woman, an equal match for an equally strong hero. Just as a football game is at its most edge-of-your-seat exciting when played by two teams of equal skill, so is the love story between a man and a woman of equal strength of character. That two people can remain strong and true to themselves and still commit to another creates a great story.
Diane Gaston




Anne Lamott once said that writing can do for you what having a baby can do. It can soften you up. It can make you pay attention. The same can be said about romance. Romance can wake up your senses and rouse your heart. It can make you kinder, braver, more attentive.
Virginia Kantra




My characters deal with issues of trust and the risks of commitment. For my heroes and heroines, mutual respect, compassion, and the willingness to do the right thing when the chips are down serve as the foundation of the relationship. The arc of the story is the creation of that foundation.
Jayne Ann Krentz




Romance novels are stories that tell girls they matter, that they should chase their dreams, that they can have adventures instead of being stuck at home as daughter/girlfriend/wife. Above all, these stories tell girls they can be true to themselves and be loved for it.
Maya Rodale




Because if romance does anything, it lifts our spirits. It edifies us as women in our robes of many colors, each color representing a different role in life.
Darynda Jones






A good romance novel can light up our lives by making us smile and laugh even on bad days. In a challenging world, a good romantic story reminds us that many of the best things in life are small and personal.
Mary Joe Putney





Most of the romances I love with all my heart remind me of what it felt like specifically to fall in love with my husband. To want him to want me in his life as much as I did him. The anguish of uncertainty. The pain of those moments when we failed each other, acted selfishly, or negligently. The relief of getting back together and trying harder.
Molly O’Keefe





Critics of romance often say romance novels give women unrealistic expectations. That’s insulting to women’s intelligence; moreover, it belittles the importance of romance in all of our lives. It’s not a silly idea that only exists in fiction. It’s real and vital and we can finds ways—big and small—to celebrate it every day.
Shana Galen



venerdì 22 agosto 2014

Lucy March, Non vergognarti mai di ciò che ti rende felice (#RARM 22/08)

Lucy March al Read a romance month!
Le sue parole mi sono parse davvero ispirate...

http://www.readaromancemonth.com/2014/08/day-22-lucy-march-celebrating-joy/



Non vergognarti mai di ciò che ti rende felice


Tutti noi abbiamo sentito le stesse storie: chi nasconde romanzi d’amore dietro una sovra copertina di Tolstoj; chi deride il genere nonostante ne abbia letto solo uno o due libri, a dir molto; l’autrice di successo cui viene chiesto a una conferenza come si senta a scrivere della spazzatura.

Guardiamo le cose in faccia: anche se la nostra cultura ha aspetti meravigliosi da offrirci, non tollera e genera correnti di riprovazione e vergogna per certe cose. Nel corso universitario sulla narrazione di cui mi occupo alla Syracuse University, a volte la discussione ci porta al genere di intrattenimento che fa alzare le sopracciglia, ma che sembra così popolare di questi tempi. La mia risposta è sempre la stessa ed è divisa in due parti: l’unica persona che soffre dell’essere snob è lo snob stesso; mai vergognarsi di ciò che ci rende felici.
Come esempio per la prima parte della risposta racconto la mia esperienza. Appena diplomata alla scuola cinematografica, Buffy era un telefilm di successo, e un caro amico insisteva che lo guardassi. “Certo,” gli risposi, “come se potessi guardare qualcosa chiamato Buffy la distruttrice di vampiri!” Sette anni dopo, quando il telefilm era concluso e i miei amici di penna continuavano a scrivermi di Buffy, finalmente mi ci sono buttata, stagione dopo stagione, in un mese di pazzo delirio narrativo.

Ne sono stata conquistata. Buffy era intelligente, divertente, ed emotivamente ricco. Era qualcosa di importante, e fino ad oggi non ho mai passato un anno di insegnamento senza usarlo come esempio di un prodotto riuscito, e senza dire ai miei studenti che l’unica ad aver sofferto del mio approccio snob ero stata io stessa.

L’altra parte della mia risposta è anche più importante: mai vergognarsi di ciò che ci rende felici.

Lo so, a volte è difficile, quando tu leggi un libro bellissimo, ma  tutto ciò che gli altri vedono è il manzo pettoruto o sono le tette della donna in copertina, e ti senti giudicata e biasimata da chi ti vede. Così, nascondi il tuo libro dietro una sovra copertina più rispettabile, o ringrazi Dio per l’e-reader che permette che le tue letture preferite restino private. E va tutto bene, ma il problema non è che le altre persone ti giudicano.

Il problema è che tu giudichi te stessa. E questa è una cosa che non possiamo permettere.

Il mondo è un posto pazzo, pieno di politici infidi, ingiustizia, dolori e terremoti. Ma è anche un mondo meraviglioso, pieno di gelati e risate notturne e fantastico sesso e abitini a pois. Tutto ciò che ti fa meravigliare, che ti rende felice in profondità, è una cosa positiva. Non importa quello che ami – Real Housewives o la musica pop degli Anni 80 o, addirittura, i romanzi d’amore – non dovresti sentire di doverti nascondere o di dover scusarti per ciò che ti dà gioia. Va di moda essere una rompiscatole cinica che critica tutto, che dice che niente vale la pena e tutto fa schifo, ma tutto ciò che genera gioia rende il mondo un posto migliore e va celebrato.

Perciò, oggi, il compito è questo: vai fuori nel mondo e proclama il tuo amore per ciò che ami, senza vergogna e senza scusarsi. Lascia che le altre persone soffrano per la loro paura di abbracciare ciò che amano; non condividere il loro triste destino! Il mondo ha bisogno della tua gioia, perciò prendi in mano un bel libro e sii positiva per il mondo.

Lucy March



Il sogno di ogni cameriera...
 
Il sogno di ogni cameriera!



Lucy March è uno pseudonimo di Lani Diane Rich.



giovedì 21 agosto 2014

Meredith Duran, Celebrare lo straordinario nel quotidiano (#RARM 21/07)

Bellissimo post sul come basti spesso essere disponibili ad aprire gli occhi sullo straordinario che si annida nel nostro quotidiano, e su come spesso proprio i romanzi d'amore (bollati come escapisti) ci consentano di arrivare a questo sguardo.

http://www.readaromancemonth.com/2014/08/day-21-meredith-duran/




Celebrare lo straordinario nel quotidiano


Più invecchio, più i giorni sembrano passare veloci. Mi hanno detto che è un fenomeno noto che non ha spiegazioni. Le teorie più accreditate riguardano il modo in cui viviamo, come adulti, adattandoci alle routine familiari che ci fanno andare avanti come con l’autopilota. Ci svegliamo un giorno e scopriamo che è passato un intero mese – o un anno – ed è già arrivata l’estate, o il compleanno, o le vacanze.

C’è qualcosa che spiazza nel rendersi conto di non ricordare molto di ciò che abbiamo fatto la settimana scorsa. Lavoro, spesa, palestra: la vita diventa una ripetizione. Ma come possiamo renderci conto ed essere felici per tutti i momenti quotidiani che rendono la nostra vita bella?

La pubblicità suggerisce che basta una macchina nuova, o una birra, o lo yogurt giusto. Gli psicologi da talk-show ci invitano a scuoterci, a fare qualcosa fuori dalle nostre zone-confort, dall’abitudinario e dal sicuro, come la ginnastica aerea, o un viaggio in un paese sconosciuto.

Ma noi sappiamo che ciò che ci fa apprezzare la vita quotidiana non è qualcosa che si possa vendere nei negozi. E ben pochi di noi possono rischiare di rompersi l’osso del collo con attività estreme, tanto meno vivere con la valigia pronta. (E per chi può, sospetto che anche questo diventi routine).

La soddisfazione e l’apprezzamento non sono doti che la nostra società ci porta ad imparare. Ovunque io guardi, vedo messaggi che ci invitano a scappare dalla vita di ogni giorno, non a celebrarla.

Unica eccezione sono i romanzi d’amore. Proprio i libri di cui si dice che siano escapisti e che i critici bollano come “di pura evasione” sono quelli che afferrano la bellezza di ciò che è comune, ordinario, spesso dato per scontato: l’amore, le relazione affettive, la vicinanza e i legami.

Pensiamoci! Quando scegliamo un libro che impegna 350 pagine nel raccontare la storia di due persone che si incontrano, si conoscono, e si innamorano, stiamo celebrando una delle più comuni e insieme straordinarie esperienze che capitano quotidianamente, ovunque nel mondo.

Nel leggere e nello scrivere romanzi d’amore, celebriamo ciò che di straordinario si annida nel quotidiano, e così credo che celebriamo la possibilità di rendere ogni giorno speciale: apprezzare le meraviglie del nostro quotidiano, quelle che costruiscono la vera identità della nostra vita.

Meredith Duran


Alcune delle edizioni italiane di suoi libri (con copertine che non commento).



 

lunedì 18 agosto 2014

Teresa Medeiros, La magica vita della scrittrice di romanzi d'amore (#RARM 18/08)


Uno dei post più umoristici e divertenti dell'intero mese! Lo trovate su

http://www.readaromancemonth.com/2014/08/day-18-teresa-medeiros-day-life/



La magica vita della scrittrice di romanzi d’amore

Molte lettrici di romanzi d’amore sono cresciute con l’immagine di Barbara Cartland adagiata su un divano nella sua magione inglese, drappeggiata in morbida pelliccia bianca e diamanti scintillanti, mentre coccola il suo barboncino (anche lui con un collare di diamante) e detta i suoi romanzi al suo azzimato segretario. Perciò ho pensato che potesse essere divertente celebrare il romanzo d’amore facendovi dare una sbirciatina nella giornata di QUESTA scrittrice di romanzi d’amore…

6.45 – Teresa si sveglia al canto degli uccellini che cinguettano in coro “Oh, che bella giornata!” proprio fuori dalla sua finestra. Dopo essersi piacevolmente stiracchiata, sprimaccia il cuscino e si appoggia alla federa ricamata a mano mentre attende che le portino la colazione a letto.
TRADUZIONE – Buffy la gatta trotterella da una parte all’altra del letto, rendendo chiaro che il poltrire a letto non sarà tollerato. Quando i suoi tentativi di svegliare la padrona falliscono, richiede l’aiuto dell’altra gatta, Willow Tum-Tum, che piomba sul letto e inizia a massaggiare la pancia di Teresa con la sua zampa, come se fosse una pagnotta poco cotta.

7.15 – La cameriera francese di Teresa, Fifi, arriva con la colazione: uova alla Benedicte, toast francese affogato in sciroppo d’acero 100% del Vermont  e succo d’arance appena spremute. Teresa si appoggia ai cuscini mentre ascolta Mozart e Bach.
TRADUZIONE – Teresa capitombola fuori dal letto e giù dalle scale per mettere due uova nel bollitore. Le divora insieme a una fetta di toast con marmellatat dietetica, mentre guarda per 15 minuti Breaking Bad.

8.00 – I gemelli svedesi Hans e Sven, personal trainer di Teresa, arrivano per l’ora di Pilates e Yoga, seguita da un’ora di massaggi, tutto nella confortevole aria condizionata della elegante palestra personale di Teresa.
TRADUZIONE – Teresa salta sulla bicicletta e soffiando e sbuffando si fa 15 chilometri a 40 gradi. Ed è un buon giorno, perché viene inseguita da un solo cane.

9.30 – Teresa convoca il suo assistente personale per occuparsi delle faccende più importanti della giornata.
TRADUZIONE – Teresa controlla la cassetta delle lettere.

10.00 – Teresa scrive uno stato per Facebok così intelligente e incisivo che fa piangere di commozione i suoi amici di Facebook, e piangere di invidia gli altri scrittori che la seguono.
TRADUZIONE – Teresa posta una foto di Willow che si riposa sulla scrivania.

10.30 – Teresa si dirige alla sua scrivania, desiderosa di iniziare il felice compito di scrivere.
 TRADUZIONE – Teresa salta in macchina e va da Starbucks.

11.30 – Notando di aver già scritto ben tre capitoli, Teresa si reca in giardino per assaggiare dei croissant appena sfornati.
TRADUZIONE – Notando di aver scritto solo tre frasi, Teresa si scalda un hamburger vegano al microonde, e passa 15 minuti…forse 45…guardando The Walking Dead.

12.15 – Teresa torna nel suo ufficio, desiderosa di lasciar di nuovo spazio alla sua fervente immaginazione.
TRADUZIONE – Teresa risistema dei fogli in un cassetto e chiama le amiche scrittrici chiedendo se loro stanno scrivendo.

13.00 – Teresa riceve una telefonata dal suo agente di New York che la informa che Hugh Jackman e Gerard Butler vorrebbero entrambi acquistare i diritti del suo libro Goodnight Tweetheart per trarne un film.
TRADUZIONE – Teresa si fa prendere da un sogno ad occhi aperti in cui le succede di ricevere una chiamata dal suo agente di New York che la informa che Hugh Jackman e Gerard Butler vorrebbero entrambi acquistare i diritti del suo libro Goodnight Tweetheart per trarne un film.

14.05 – Teresa si sprofonda nel successivo capitolo, così presa da non accorgersi nemmeno del tempo che passa.
TRADUZIONE – Teresa torna da Starbucks con lo scontrino di prima, che sul retro ha un’offerta, per cui può prendersi una bevanda grande a 2 dollari.

14.30 – Teresa fa una pausa nella scrittura del manoscritto e si dedica a postare una serie di tweet incredibilmente profondi.
TRADUZIONE – Teresa chiede ai suoi followers di Twitter se preferiscono Breaking Dead o The Walking Dead e se secondo loro sia moralmente sbagliato mangiarsi mezzo cocomero in una volta. Teresa si mangia mezzo cocomero.

15.00 – Dopo che altri tre capitoli del libro le sgorgano come niente dalle dita, Teresa festeggia una così proficua giornata di lavoro sbocconcellando da un vassoio di frutta fresca e formaggi leggeri, mentre guarda un film francese sottotitolato.
TRADUZIONE – Dopo aver realizzato di aver scritto solo tre paragrafi, Teresa controlla il suo Ical per la prima volta nella giornata e si rende conto con orrore che entro un’ora deve pubblicare un post. Si divora l’altra metà del cocomero.

Teresa Medeiros

Alcune copertine italiane e originali.




domenica 17 agosto 2014

Sarah MacLean, Il romanzo d'amore, buon per noi (#RARM 17/08)


Bello il post di oggi su Read a romance month, a firma di Sarah MacLean, che credo sia l'autrice 
che beneficia di copertine tra le più belle nel genere historical romance. E che è da un po' di mesi nella mia lista dei libri da leggere, perciò sarà ora che provveda!



Lo potete trovare in lingua originale su
con uno straordinario giveaway per noi lettori fuori dagli USA!



Il romanzo d’amore, buon per noi!

Recentemente, ho sentito spesso parlare di quanto i romanzi d’amore facciano male. Recentemente? Ma chi prendo in giro? Le lettrici di romanzi d’amore sentono queste cose da un bel pezzo. Ci hanno detto che i romanzi d’amore fanno male. Che, come le caramelle, sono troppo dolci. Che trasmettono e diffondono aspettative terribilmente irrealistiche riguardo alle relazioni. Che sono sciocchi. Che dovremmo investire tempo ed energie e cellule cerebrali nel nutrirci dell’equivalente letterario delle…verdure.

Come direbbe uno dei miei eroi, “stronzate”.

Il romanzo d’amore ci fa bene. Ci ha fatto bene per secoli. Anzi, per millenni (del resto, di sicuro, dopo essersi alzato su due piedi e aver creato il fuoco, l’uomo imparò a sbaciucchiarsi. E di sicuro quando dipingeva sulle pareti delle caverne, lo faceva per impressionare una ragazza!).

Potrei elencarvi tutte le ragioni “salutiste” per cui il romanzo d’amore fa bene: certo, è un genere scritto da donne per donne e racconta di donne, ci permette di vedere quello che siamo, come siamo e come potremmo essere; e certo, il momento in cui le lettrici scelgono un romanzo d’amore è forte e carico di potere – perché scegliamo il piacere e la felicità e la soddisfazione in un modo così chiaro come a volte non abbiamo nella nostra vita; e certo, il tempo che passiamo a letto o sul divano o in macchina leggendo o ascoltando romanzi d’amore è una pausa davvero necessaria – e il riposo è un’altra cosa che abbiamo voluto per millenni, insieme all’amore.

Ma non è per queste ragioni che il romanzo d’amore ci fa bene.

Ci fa bene perché al cuore di ogni romanzo d’amore c’è la speranza. Speranza che qualcuno ci veda, e ci accetti, e forse – dopo tutto questo – scelga noi. Speranza che nel nostro futuro ci sia felicità. E soddisfazione. E sì, anche piacere. Speranza che, quando tutto sarà stato fatto e detto, avremo reso il mondo migliore, non peggiore. Che abbiamo vissuto pienamente, non nella paura. Che abbiamo amato con la totalità di noi stessi. Con coraggio. E con gusto.

Se questo non fa bene a noi, e al mondo, che cosa potrebbe mai?

Continuiamo a leggere!


Sarah MacLean



 




sabato 16 agosto 2014

Mr. Right Goes Wrong, di Pamela Morsi

Mr. Right Goes WrongMr. Right Goes Wrong by Pamela Morsi
My rating: 5 of 5 stars

Pamela Morsi has a gift. Better, she has many gifts, but for today I will speak only of two of them.

First gift: in every book, she can write stories intertwined with everyday wisdom. Usually the source of this wisdom is old people, granparents or neighbours. She really can describe old people in a way that is real and vivid, non conventional, and she can show that in every single moment of our lives there is something to be learned, to be understood, to be gifted. This happens in this book, too.

Two small examples:

“You may be right about not making things so easy for her,” his stepmother said. “It’s human nature to value those things that we have to struggle for and take for granted those things that seem to fall naturally into our hands. You’ve been pretty easy pickings in the past”.
“Too easy,” Eli agreed. “This time around, if Mazy wants me, she’s going to have to make an effort.”
Ida nodded sagely. “Well, as I said, I’m no expert. But I think it’s worth pointing out that people are not things. When couples come together, it’s for big reasons. Sometimes more than they believe. And the person who is right for you is exactly the one that makes you become who heaven intended you to be.”


***

“It’s part of being a parent. You teach your child to be kind to others by being kind to them.”

Second gift: in every book, she can picture real-life characters. Heroes and heroines well defined, interesting, but most of all realistic, so realistic that we are induced to think of them not as “the hero and the heroine”, but as “this man and this woman”. It happens in “Mr. Right Goes Wrong”, too. Mazy, Tru and Eli, Jonah and Ida, Beth Ann, Tad, Karly, Charlie, and the small population of Brandt Mountain in North Carolina are vivid characters. Particular care is used in describing Eli’s work as wood craftsman. The description of handmade custom pieces in woodwork is accurate and interesting.

But the main peculiarity of this book is that it’s an unusual love story. So, if you are in search of a traditional romance, in which the hero is the perfect gentleman (or he doesn’t seem so, but in the end we discover that it was all a misunderstanding) and the heroine the perfect lady, without flaws, a honor-and-duty martyr, this is not the book for you. Pamela Morsi makes us very aware of the faults and defects of her characters. But she makes us like them in spite of this.

Mazy Gulliver is a woman with a heavy past. She has been unwise, silly, not farsighted or prudent, many times in her life. Mazy has done a lot of errors, not unawares, but often ingenuously. She is like the 80% of her generation: simple, nice, willing-to-be-happy, enthusiastic, and confused. But we see that there is one thing that she has protected with all her strenght and will: her son, Tru. Pamela Morsi describes real interactions with adolescents, so we can’t see this love in a lot of kisses or sweet words between mother and son, but we can understand it from the choices and the words of the characters. Mazy returns home in shreds, but not won.

Eli Latham is a steady, centered, good man, but too kind for his own good. He decides to change to win Mazy. But the game, difficult at the beginning, gets more and more addictive. Eli offends and mistreats Mazy, sometimes saying really stupid or improbable things, sometimes using gross words or treating her like a waitress.
When Mazy is reforming herself, he is doing bad, adopting a rude behavior. Pamela Morsi emphasize his attemps as really clumsy, often funny and humorous, only rarely disturbing.

He turns into a jerk around her. But his change brings some improvement in his life: he stands up to his brother, and in the end he confronts to the bastard-to-the-core of all the story, Tad.
Luckily, in the end Eli has the courage to tell Mazy all his machinations and lies and returns a good, trustworthy man. But now Mazy is changed, grown, empowered in her self-esteem, so she takes her time to be sure to develop a relationship on an equal footing.

Mazy and Eli are not easy, immediatly likeable characters. But each one grows and finds his and her true self and value.

The book pictures the difficult path to maturity. His motto could be: every cloud has a silver lining. It shows that every mistake can be forgiven if there is the will to be better and live with emphaty and kindness.

We can love Mazy and Eli as much as they learn, in the journey that the book narrates, to love and respect themselves.

This makes the last romance of Pamela Morsi a heart-breaking tale.

ARC provided by NetGalley in exchange for an onest review.


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A.C. Arthur, La realtà del leggere romanzi (#RARM 16/08)


La realtà del leggere romanzi

Possibile futuro lettore: Che tipo di libri scrivi?
Io (sorridendo orgogliosa): Scrivo romanzi, paranormali e contemporanei, storie d’amore molto intense e sexy.
Possibile futuro lettore (incupendosi, sguardo imbronciato): Non sopporto i romanzi. Sono così irrealistici.


Ho incontrato questa reazione più di una volta nella mia carriera, come di sicuro altri scrittori. Eppure, mi preoccupa ogni volta. Quante di noi hanno incontrato un ottimo ragazzo, sono uscite con lui, hanno affrontato qualche ostacolo, l’hanno superato e si sono sposate? IO! (Urlo di gioia alzando la mano). So che non sono l’unica ad alzare la mano. Quante di noi stanno cercando un bravo ragazzo con cui uscire, con cui superare qualche eventuale problema e con cui vivere felici e contente? (Vedo già più mani alzate). E quante di noi amano rifugiarsi in un mondo dove questi sogni diventano realtà? (Ancora più mani alzate. Evviva!)


Una delle reazioni che preferisco quando leggo romanzi è avere le farfalle nelle stomaco mentre giro le pagine, aspettando di vedere se l’amore vincerà su tutto. Nel libro di Nora Roberts Daring to dream, Margo Sullivan e Josh Templeton mi hanno reso trepidante, in attesa fremente di vedere come sarebbero finiti assieme superando il passato. E quando finalmente ce l’ahho fatta mi sono sentita così sollevata. Ho letto questo libro più di una dozzina di volte. Jill Shalvis mi ha portato nella città di Lucky Harbor, dove, in Simply Irresistable, Maddie Moore e Jax Cullen hanno alcuni seri problemi che si frappongono tra di loro. Li superano? Certo, ma non senza alti e bassi, e un bel po’ di intesa sessuale in mezzo! Non dimentichiamoci di questo aspetto!


Quante di noi vogliono leggere di una buona intesa sessuale? (Sì, non sto nemmeno a contare le mani stavolta).


Per quel che mi risulta, avere una madre assente, lottare per un nuovo inizio, affrontare errori del passato che tornano a perseguitarci, desiderare di essere amati, sono tutte parti molto reali della nostra vita. Ma dov’è la parte irrealistica? E’ nel lieto fine? Se è così, siamo proprio pessimisti alla radice.


Io leggo romanzi perché mi fa stare bene, mi fa sentire piena di speranza, mentre il mondo attorno a me a volte è ben diverso. Scrivo romanzi perché amo il percorso che le persone intraprendono per raggiungere il loro lieto fine, che è l’obiettivo che auguro a ciascuno, anche al lettore cinico che si allontana da me con lo sguardo imbronciato.

A. C. Arthur


 




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